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I più bei parchi naturali della Tanzania

La Tanzania è considerata un vero e proprio paradiso per gli amanti dei safari e della natura selvaggia, grazie ai suoi numerosi e meravigliosi parchi nazionali. Grazie al tour operator  Primaland Safaris abbiamo selezionato per voi le più belle riserve naturali del Paese africano.

Come arrivare e muoversi in Tanzania

Sono molte le compagnie aeree che propongono dall’Italia voli a basso costo per Arusha, Dar Es Salaam, Kilimangiaro e Kigoma.

Per visitare la Tanzania è necessario avere un passaporto in corso di validità e un visto che può essere richiesto anche all’arrivo in Tanzania, previo pagamento.

Per raggiungere le numerose riserve ospitate nel Paese è possibile ricorrere a uno dei numerosi tour organizzati o scegliere di muoversi in maniera autonoma noleggiando un’auto.

I più bei parchi naturali della Tanzania

  • Il Parco Nazionale del Serengeti è il più grande parco nazionale della Tanzania ed è noto per ospitare, tra dicembre e giugno, la migrazione annuale degli gnu, uno dei più suggestivi fenomeni naturali a cui assistere. Più di un milione di animali, infatti, intraprendono il viaggio annuale attraverso il Serengeti per raggiungere il confinante Kenia.
    Ricco di fauna locale, il Serengeti permette di incontrare contemporaneamente tutti i big five, come vengono chiamati tradizionalmente i 5 animali che non possono mancare in un Safari fotografico: elefante, bufalo, rinoceronte, leone e leopardo.
  • Il Parco Nazionale del Tarangire, fondato nel 1970, dà il meglio di sé durante la stagione secca, da luglio a settembre, quando gli animali si radunano lungo il fiume.
    Questo è uno dei posti migliori da visitare se si vogliono vedere gli elefanti, in quanto possiede la più alta densità della specie su tutto il territorio della Tanzania.
    Oltre agli elefanti, qui è possibile vedere anche i grandi bufali, le giraffe, un gran numero di specie diverse di antilopi e i leoni masai.
    Il panorama del parco, inoltre, è reso caratteristico dalla presenza degli enormi alberi di baobab che punteggiano, con le loro particolari silhouette, la grande distesa d’erba.
  • L’area di conservazione di Ngorongoro è probabilmente il simbolo più famoso della Tanzania. Si tratta di un’enorme caldera che è diventata una delle aree di osservazione della fauna selvatica più note al mondo.
    Il cratere, largo oltre 20 chilometri, si è formato circa due milioni di anni fa, e oggi, grazie alla perenne presenza di acqua al suo interno, ospita un immenso numero di animali tra cui rinoceronti, bufali, grandi branchi di gnu e zebre, accanto ai tanti predatori, tra cui i famosi leoni con la criniera nera.
    I laghi sono abitati da ippopotami e fenicotteri, mentre sulle pendici boscose si trovano elefanti e giraffe.
  • Il lago Manyara, dichiarato nel 1981 Patrimonio dell’Umanità, è ubicato nell’omonimo parco nazionale che comprende anche praterie, foreste e paludi.
    Il lago è famoso per essere l’habitat naturale di migliaia di fenicotteri (gli stessi raccontati nel docu-film Disney “Il mistero dei fenicotteri rosa”); nel resto del parco vive anche una grande popolazione di elefanti oltre ai famosi leoni che si arrampicano sugli alberi.
    All’interno del parco si può osservare anche quella che è la più grande concentrazione di babbuini al mondo.
  • Il Parco Nazionale del Kilimangiaro si sviluppa intorno a quella che è la vetta più alta dell’Africa. Il parco è Patrimonio dell’Unesco e rappresenta l’opportunità unica di passare in breve tempo da un clima tropicale alle nevi perenni.
    L’escursione parte dalle pendici della montagna, dove si trovano i campi coltivati, per giungere a una zona boscosa ricca di animali fino ad arrivare, infine, a una zona brulla che anticipa ciò che si trova oltre i 4000 metri d’altezza. Qui, infatti, resistono solo i muschi che cedono, poco a poco, terreno alle suggestive nevi onnipresenti sulla vetta.
    Il Kilimangiaro può essere scalato in qualsiasi momento dell’anno, anche se il periodo ideale è quello che va da fine giugno fino a ottobre, durante la stagione secca.

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